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PROTESTA DECISIONE GIUDICE SPORTIVO
SPETT.LE REDAZIONE GAZZETTA DELLO SPORT GIOVANI DILETTANTI S E D E
In riferimento al comunicato ufficiale nr.27 del 14.02.2008, che riporta quando si legge nella versione ufficiale:
“SQUALIFICA FINO AL 31/ 8/2008 CALANDRINO MANUEL (NOVAFFORI) a seguito di una decisione arbitrale contraria, si avvicinava all’arbitro e prima Le rivolgeva gravi offese e frasi volgari, poi, ridendo beffardamente, gli appoggiava le mani su una parte intima del corpo femminile in segno di evidente disprezzo per l’autorità e per la persona che la rappresentava. Atto di grave slealtà ed immoralità, commesso in pubblico nei confronti di un Arbitro donna che ha suscitato in quest’ultima un grave imbarazzo personale.” Mi sento non solo di contestare tale decisione espressa dai “DOTTI”, ma di smentire totalmente tutto ciò che viene riportato nel suddetto comunicato. Aggiunco inoltre che tale decisione sia stata presa con molta leggerezza e non provata dai fatti realmente successi in campo, non posso citare i nomi dei miei compagni che erano vicinissimi all’arbitro al momento dei fatti per ovvi motivi trattasi di minorenni miei coetanei. Chi mi conosce, sa che non sono ne un maniaco sessuale, tanto meno un depravato come qualcuno leggendo tale comunicato può pensare; ritengo pertanto che la squalifica sia assurda e non accettabile, anzi mi sento totalmente offeso per tale ingiustizia perché questa infamia và ben oltre i canoni sportivi e ledono profondamente la mia immagine soprattutto come persona. Inoltre non capisco questa discriminazione verso un giocatore da parte della Federazione, per il semplice fatto che l’Arbitro in questione è una DONNA, a questo punto mi domando se fosse stato un Arbitro UOMO sarebbe stato lo stesso? Dopo l’uscita del comunicato, mi sono rivolto alla mia società ( ASD NOVAFFORI) chiedendo di fare ricorso in merito alla questione, per tutta risposta da parte del Presidente mi viene detto, testuali parole “è inutile fare ricorso perché se l’arbitro conferma quello che ha scritto, la squalifica te la sconti tutta eccome”, sicuramente non era questa la risposta che mi aspettavo allorchè mi rivolgevo al Direttore sportivo che mi diceva “ci siamo informati, non vale la pena fare ricorso”, a questo punto gli spiegavo quello che era successo durante la partita del 10/02/08 (Bruzzano-Novaffori), che non corrispondeva a quello scritto sul comunicato, la stessa versione veniva confermata dall’allenatore sig.Mazzullo, dal Dirigente sig. Corbo che si trovavano a pochi metri da dove era avvenuto il fatto che riporto nella versione VERA; al minuto 40° del II° tempo sul punteggio di parità 2-2, su una azione d’attacco dei padroni di casa, il sottoscritto intercettava il pallone al limite dell’area di rigore con il petto, non escludo che di rimbalzo possa aver toccato la palla con l’avambraccio sinistro, ciò ha indotto la signora Arbitro a fischiare l’ennesimo calcio di punizione diretto, a tale decisione protestavo vivacemente spiegando che la palla l’avevo presa con il petto, l’Arbitro mi veniva sotto rimanendo sulla sua decisione, allorchè altri giocatori della mia squadra si ponevano attorno all’arbitro, creandosi un clima di confusione come accade spesso in determinati momenti della partita, protestando sulla sua decisione, in mezzo al parapiglia, FORSE e sottolineo FORSE,gesticolando con le mani facendo vedere all’Arbitro il punto in cui sulla mia maglietta avevo toccato il pallone ACCIDENTALMENTE possa esserci stato un contatto, SICURAMENTE NON VOLUTO E NON VOLONTARIO, come riportato sul comunicato sopra citato. Allontanondomi dal campo, il mio mister mi diceva perché m’avesse espulso, non riuscivo a dargli una risposta, anche perché non mi era sembrato che fosse successo nulla di cosi grave, arrivato vicino allo spogliatoio non escludo che possa aver imprecato contro l’Arbitro, bisogna capire lo stato d’animo in quel momento per una decisione arbitrale la quale ritenevo ingiusta. A fine partita il mio Dirigente sig. CORBO, chiedeva spiegazioni all’Arbitro per la mia espulsione avvenuta sul campo, lei gli rispondeva, “mi ha messo le mani addosso”, allorchè anch’io ho cercato delle spiegazioni in merito , lei mi rispondeva “non sono tenuta a dare spiegazioni”, poi con gravissimo IMBARAZZO entrava nel suo spogliatoio e senza neanche cambiarsi andava via dal campo, presumo che non fosse cosi sudata da indurla a farsi la doccia, visto che in campo era sempre lontana dalle azioni importanti prendendo poi delle decisioni errate. Ci tenevo a scrivere questa mia protesta nei confronti sia della LND-CRL, sia della società ASD NOVAFFORI, che non ha voluto tutelare un proprio tesserato per paura di confrontarsi con la federazione (averla contro), sia nei confronti della signora o signorina FRANCESCA BIANCHI Arbitro in questione della partita, sia per salvaguardare la mia immagine come calciatore ma soprattutto come persona. Alla luce di questa, sono pronto a sfidare chiunque sulla versione dei fatti accaduti in campo, con delle testimonianze sia da parte di alcuni miei compagni, sia di giocatori avversari (Bruzzano calcio), ed anche del mio allenatore e del dirigente accompagnatore.
MILANO 19/02/2008 IN FEDE CALANDRINO MANUEL
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ANTONINO CALANDRINO |
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